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Ho incontrato L'architetto Roberto Giannotti oltre che a Savona e ad Albisola, anche a Venezia, a Murano alla Fornace Berengo

1 Aprile 2013

A cura di Abcveneto





"L'architetto Roberto Giannotti ligure, di Savona, terra di grandi artisti della ceramica, è stato a Murano dalla Fornace Berengo per fare le sue sculture e oggetti in vetro
Ci vuole raccontare il Suo lavoro?
Da sempre sono stato attratto dal Veneto e dal Nord Est. Pur essendo legatissimo alla mia terra, al mio mare, alla ceramica di Liguria, che da anni realizzo e produco ad Albisola. Tornando al Veneto, parlo di atmosfere e luci che ben prima di me hanno colpito nei secoli tanti artisti, italiani e stranieri, in un mix di paesaggio, cultura, storia, persone, che rende questi luoghi unici, come del resto unica è ogni terra, specialmente nella nostra bella Italia. Ma alcuni luoghi ti prendono di più e ti nasce dentro la voglia di viverli e respirarli.
A un certo punto, quando ormai il fuoco era nell’aria era necessaria una scintilla per poter partire da qualche parte, e questa scintilla è scoccata nell’incontro con Maria Ester Nichele, avvenuto durante una visita alla Pinacoteca Civica di Savona.
Quell’incontro, per l’apertura e la disponibilità delle persone, ne ha generati altri, primo tra tutti con Lia De Marin del Club Verdurin. Un altro incontro bellissimo. A S. Pietro di Feletto sono arrivato nella primavera dello scorso anno, insieme al mio amico collezionista torinese Vittorio Varese, che mi segue come succedeva a Parigi agli artisti della Belle Epoque, con i loro mecenati pronti a vivere con i propri “protetti” esperienze e vicissitudini.
Ci abbiamo messo un po’ a trovarlo, San Pietro di Feletto, era la prima volta. Ma poi quando ci siamo arrivati siamo stati ripagati abbondantemente da un paesaggio dolcissimo, straordinario, ricamato di vigneti come merletti, proprio i vigneti del prosecco, adagiati come tante file di bollicine sulle colline, un paesaggio che per noi ha avuto la voce di Lia De Marin, che incarna passione per la cultura e per il territorio con la voglia di far incontrare artisti italiani e stranieri attorno a progetti di ampio respiro, spesso legati alla spiritualità, in modo profondo e colto.
Due parole sul mio lavoro: le mie opere hanno almeno un paio di direzioni. Una è quella della scultura, delle mani nell’argilla, che modellano, graffiscono, specialmente attraverso gli ingobbi, con tutto il mio mondo fantastico legato al mare e alla cultura materiale mediterranea, tra acciughe, paguri, grandi fiammanghille e pentole di terracotta, partendo anche dai miei tratti grafici ironici legati alle esperienze vissute nel campo del fumetto e del cimema di animazione. Non è un caso che il logo dei miei lavori è una pignatta con una stella dentro. Poi c’è il design, con la mia voglia di linee pulite e di emozione. E sul design ho impostato l’esperienza del vetro muranese. Dopo i primi incontri a S.Pietro in Feletto le visite e gli incontri sono proseguiti, quando è stato possibile, sempre nella fatica dei tempi, dei lavori di ciascuno, ma quando è successo è stata come una splendida avventura di conoscenza, nei luoghi, nelle persone, nei valori. Nella tarda primavera del 2012, con Vittorio Varese sono arrivato a Venezia e Murano. Siamo entrati con sotto braccio i disegni dei miei oggetti e tanta incoscenza nella fornace di Adriano Berengo, uno dei luoghi più magici di tutta la laguna, dove l’arte contemporanea di livello internazionale incontra la tradizione più bella del vetro di Murano. E’ stato un incontro bellissimo, franco, aperto, volto a esplorare insieme la creatività, seguito dall’invito, insperato, di Adriano Berengo: “sono freschi questi lavori, vieni a farli da noi”.
Detto fatto a settembre 2012, sempre con il sostegno e l’aiuto di Lia De Marin, ho passato una settimana tra Venezia e Murano. Tutti i giorni in fornace da Adriano Berengo, nelle mani di Silvano Signoretto, forza della natura assecondata dal suo eccezionale team di lavoro, nel calore dei forni, negli avanti e indietro in battello tra Murano e Venezia, tra scrosci di pioggia e sferzate di vento in faccia, ma anche nella quiete della laguna, di sera, con le abitazioni illuminate che si specchiano sull’acqua. Abbiamo studiato insieme ogni singolo oggetto, valutandone forma e dimensioni, predisponendo e decidendo insieme i materiali, le canne di vetro, i colori, quelli trasparenti e quelli opachi. Il vetro non concede possibilità di errore, e il mio sguardo doveva incrociare continuamente quello del maestro vetraio, Silvano Signoretto, per condividere ogni mossa, ogni azione, tra i fogli dei miei sketch appesi un po’ ovunque nella fornace. Ho visto entrare i pezzi nella tempera, e li ho rivisti il mese successivo, aspettandoli al Tronchetto: vederli arrivare in motoscafo, una consuetudine per chi vive qui, è stato comunque emozionante. Mille sensazioni dentro. Sono 8 pezzi, tutti di dimensioni attorno ai 40-50 cm, di diametro o di altezza. Sono alzate, o vasi, sempre con un pensiero ai simboli, come nell’alzata “Passione” che combina vetro nero e rosso, con cuori e peperoncini, a simboleggiare le varie facce del sentimento. O oggetti con una funzione come il “Candelabbro”, grande candelabro a 3 braccia con labbra fiammeggianti di rosso, o il prototipo di una bottiglia da profumo, col tappo di chiusura a forma di grande cuore tridimensionale. I pezzi sono ancora “freschi”, ma spero di poterli esporre.
Li vorrei esporre qui in Veneto, insieme alle mie ceramiche di Albisola, per far vedere come due terre di grande tradizione possano dialogare insieme e produrre qualcosa di bello, che ha che fare con la storia artistica e artigiana italiana, che possa mettere insieme artisti, designers, artigiani, per vincere con l’arte e la cultura la grande sfida non solo economica ma culturale che ci pone oggi il mondo.

A cura di Abcveneto



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Mensile telematico sul Veneto e Triveneto: Cosa fanno i veneti dentro e fuori d'Italia, nella cultura, nella fotografia, nel turismo, nel cinema, nell'arte,nell'economia. Registrato con il n° 3104 del Registro Stampa, presso la Cancelleria del Tribunale di Treviso il 19/02/2004.
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