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Treviso: il 3 novembre la premiazione del premio europeo di poesia


Premiazione il 3 novembre 2006 - Treviso, Casa dei Carraresi. Ore 16.00

A cura di Abcveneto

La costruzione dell'Europa è la storia di un dialogo tra culture diverse che hanno saputo realizzare, nelle singole differenze, una cultura comune. Così la cultura in Europa è da sempre una manifestazione delle culture nazionali, regionali e locali, ma anche lo specchio di un sapere e di un'esperienza comuni, sopranazionali. Proprio per questa sua duplice valenza, garante nello stesso tempo dell'identità delle singole parti e del carattere di insieme della comunità, la cultura è l'essenza profonda della nostra scelta democratica e uno degli argomenti fondamentali dell'attuale dibattito sul futuro dell'Europa.
Il trattato di Maastricht del 1993 che istituisce l'Unione europea assegna, con l'articolo 151, un ruolo di primo piano alla cultura e, negli ultimi anni, la cooperazione culturale è diventata uno degli obiettivi principali dell'azione comunitaria. Tra le altre iniziative, nel campo specifico della letteratura (poesia, narrativa, saggistica), le istituzioni europee favoriscono la circolazione delle opere degli autori contemporanei dei vari paesi europei, nel più ampio programma di "Cultura 2000" che promuove la mobilità degli artisti, l'accesso alla cultura per tutti, la diffusione dell'arte e della cultura, gli scambi e la conoscenza della storia dei popoli europei.
In tale ambito, a sostegno della forma di letteratura più alta, ma anche di più difficile circolazione, la poesia, la Fondazione Cassamarca e l'Associazione Culturale "Incontri di Letteratura" organizzano, in collaborazione con la Commissione Europea e sotto l'egida dell'Unesco, il PREMIO EUROPEO DI POESIA dell'importo di 10.000 euro, da assegnarsi per il complesso dell'opera e della carriera a un poeta di uno dei paesi della Comunità che abbia testimoniato nel suo lavoro l'importanza irrinunciabile dell'Europa unita e dei suoi valori comunitari.
Il Premio Europeo di Poesia è sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana e della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Al premio non si partecipa per invio di opere o presentazione di referenze curriculari. È la giuria che individua i candidati e procede alla scelta del vincitore dentro la rosa delle candidature proposte dai singoli membri.
La cerimonia di premiazione, prevista per venerdì 3 novembre, sarà accompagnata da una festa della poesia in onore del vincitore, con la partecipazione di poeti di valore internazionale, della giuria e no, che leggeranno i loro testi insieme al vincitore.



IL PREMIO EUROPEO DI POESIA 2006
A YVES BONNEFOY


La giuria del Premio Europeo di Poesia, composta da Casimiro de Brito (Portogallo), John F. Deane (Irlanda), Kjell Espmark (Svezia), Ruth Fainlight (Gran Bretagna), Luis Garcia Montero (Spagna), Cees Nooteboom (Olanda), Paolo Ruffilli (Italia), Elena Švarc (Russia), Willem van Toorn (Olanda), riunitasi in videoconferenza, dopo ampia discussione ha votato all'unanimità il vincitore dell'edizione 2006 del Premio Europeo alla carriera: il poeta francese Yves Bonnefoy, in particolare per il suo recente volume Terre intraviste (Edizioni del Leone), tradotto in italiano da Fabio Scotto.
Si tratta di un poeta di grande e riconosciuta produzione, all'apice della sua attività creativa nel panorama europeo e più in generale internazionale, tradotto e pubblicato in tutto il mondo, interprete di una poesia di elevata qualità etica e letteraria impregnata dei valori umani e culturali dell'identità europea, secondo i principi a cui si ispira fin dal suo nascere per statuto il Premio Europeo di Poesia, promosso dalla Fondazione Cassamarca e dall'associazione culturale Incontri di Letteratura.
Il vincitore assoluto, che riceverà il premio di 10.000 euro, sarà festeggiato il 3 novembre prossimo alle ore 16 in un pomeriggio di poesia internazionale a Ca' dei Carraresi a Treviso, con la partecipazione dei poeti Luciano Erba (Italia), Katarina Frostenson (Svezia), Maria Luisa Spaziani (Italia), Jordi Virallonga (Spagna). Il Quartetto di archi "Elisabeth" (Chiaki Kanda: 1° violino, Francesco Scattolin: 2° violino, Luca Volpato: viola, Anna Campagnaro: violoncello) eseguirà musiche di Wolfgang Amadeus Mozart. Conduce Paolo Ruffilli.

MOTIVAZIONE DEL PREMIO

Da più di cinquant'anni, la poesia di Yves Bonnefoy ci guida attraverso "gli oscuri sentieri" della verità e del mistero che la avvolge ai nostri occhi, ricordandoci a ogni snodo che è "da un bosco tenebroso" che si esalta la fiamma della luce. Un matematico come Bonnefoy, seguendo fin da giovane l'indicazione dei surrealisti di uscire dai rigidi parametri della ragione e dell'osservazione realistica dei fatti per cercare significati ulteriori e più autentici legami con la profondità dell'io, ha affidato alla poesia il compito di sondare la "sostanza" posta al di là delle mortificanti schematizzazioni razionali. E la poesia "ha separato le sue acque dalle altre acque", gettando "un ponte di ferro proteso verso l'altra riva ancor più notturna" e mettendosi in relazione diretta con ciò che "è la sua sola memoria e il suo solo amore". L'assoluto è forse al di là di ogni forma pura, in quelle "terre intraviste" dove sembra di poter attingere l'eterno. E lì la "voce consumata da una febbre essenziale" forza l'orizzonte che "chiude il linguaggio", azzardando "il senso e al di là del senso il mondo freddo". C'è, nella poesia di Bonnefoy, anche un originale percorso di specie mistica, di natura laica se non addirittura atea. L'io, attratto dalla bellezza, ne insegue la perfezione ma, una volta che l'ha conosciuta, si rende conto che la sua salvezza sta nel dimenticarsene scoprendo che "l'imperfezione è la cima". È la scoperta che coincide con la rivelazione paradossale che la vita ha le sue radici nella morte: "dovrai varcare la morte perché tu viva". Al punto che il poeta si chiede: "ho saputo amarti, non sapendo morire?" Il viaggio degli uomini è lungo, "più lungo della vita": è una stella in fondo al sentiero, un cielo che si crede di veder scintillare tra due alberi, dentro scenari di cristallo su cui brilla spesso la pioggia. Ci sono paesaggi metafisici, in queste poesie, ora pieni di luci fosforescenti ora attraversati da ombre tenebrose. Paesaggi nei quali la consistenza petrosa e ferrosa della realtà si mescola con l'evanescenza dei vapori del sogno, con l'effetto di lasciare addosso "il dolore d'essere noto nella materia". E, su tutto, un'aria che fonde in uno tutti quei colori "dei quali mi sembrava che certi, di lontano, mi fossero ignoti". Insieme, come antidoto e come spinta all'avventurosa irresistibile tendenza degli uomini verso "la dissipazione nel blu del mondo".
Paolo Ruffilli


UN PROFILO DEL VINCITORE

Yves Bonnefoy nasce il 24 giugno 1923 a Tours (Francia). Nel 1941 consegue la maturità con indirizzo matematico e filosofico, poi segue corsi di matematica superiore e generale, fino al diploma nel 1942 presso l'Università di Poitiers. Trasferitosi a Parigi nel 1943, vi consegue una laurea in Matematica alla Sorbona, inizia a frequentare esponenti del gruppo surrealista, fonda la rivista La Révolution la Nuit e pubblica il Traité du pianiste. Amico di Christian Dotremont, Paul Celan, Gilbert Lely, lettore di Dante, Cèstov, Jouve, Bataille, Artaud, Michaux, Éluard, e di testi orientali, nel 1947 rompe con Breton e nel 1948 si laurea in Filosofia, poi lavora a una tesi su "Baudelaire e Kierkeegard" e segue i corsi di Jean Wahl et Jean Hyppolite alla Sorbona e di Gaston Bachelard all'Institut d'Histoire des sciences. Tra il 1949 e il 1953 compie viaggi in Europa, in particolare in Italia, la cui produzione artistica, dall'Arte Romana a Piero della Francesca a Palladio a Michelangelo al Barocco e a Caravaggio sarà, con quella di Poussin e Giacometti, al centro dei suoi studi di storia dell'arte. La sua prima raccolta poetica, Du mouvement et de l'immobilité de Douve, pubblicata nel 1953, gli assicura un immediato straordinario successo di critica e di pubblico Tradotto in trentadue lingue, Yves Bonnefoy, maggior poeta francese vivente, più volte candidato al Premio Nobel, ha ricevuto i più prestigiosi riconoscimenti letterari in patria, tra i quali il "Prix des Critiques" (1971), il "Prix Montaigne" (1978), il "Prix de l'Académie Française" (1981).

Comitato Garante del Premio


Roland Bernecker (Germania, UNESCO)

Corrado Calabrò (Italia, Ministero di Giustizia)

Roberto Gialdroni (Italia, UNESCO)

Gerhard Kofler (Austria, Associazione Scrittori)

Christos Latzos (Grecia, National Book Centre)

Tiziano Perez (Olanda, Foundation for the Dutch Literature)

Viviane Reding (Belgio, Commissione Europea)

Josè Luis Reina Palazon (Spagna, Associazione dei Traduttori)

Rita Rodrigues (Portogallo, Casa Fernando Pessoa)

Giuria Tecnica del Premio

· Cees Nooteboom (Olanda)- Nato all'Aja nel 1933, è uno dei maggiori scrittori viventi, più volte candidato al Premio Nobel. Tra i suoi libri pubblicati in Italia: i romanzi, tra cui il famoso Rituali (1993), Il canto dell'essere (1991), Mokusei (1994), Le montagne dei Paesi Bassi (1996), La storia seguente (2000), Il giorno dei morti (2001), da Iperborea; le poesie, tra cui l'antologia Le porte della notte (2003), dalle Edizioni del Leone; i libri di viaggio Verso Santiago, Il Buddha dietro lo steccato, da Feltrinelli; Come si diventa europei? da Linea d'Ombra (1994) e Autoritratto di un altro da Crocetti (1998).

· Elena Švarc (Russia - nata a Leningrado, oggi San Pietroburgo, dove vive. Negli anni Settanta, ha frequentato gli ambienti letterari clandestini, dove le sue opere circolavano nelle edizioni samizdat. A partire dalla metà degli anni Ottanta ha pubblicato versi in Occidente, nelle riviste dell'emigrazione russa e poi in volumi a se stanti. Dal 1989 ha potuto pubblicare anche in patria e ha vinto numerosi premi letterari. Nel 2001 il Fondo Brodskij le ha conferito un "grant", grazie al quale ha potuto soggiornare in Italia. Tra le sue raccolte di poesie: Tancujušcij David (Davide danzante) 1985, Stichi (Versi) 1987, Trudy i dni monachini Lavinii (Le opere e i giorni della monaca Lavinia) 1988, Mundus imaginalis 1996, Stichotvorenija i poemy (Poesie e poemi) 1999, Socinenija (Opere) 2002.

· John F. Deane - E' nato nell'isola di Achille, nella Contea di Mayo,nell'Irlanda dell'Ovest nel 1943. Vive a Dublino e si occupa di editoria. Ha pubblicato numerosi volumi di versi, tra i quali: The Stylized City del 1991, Walking on Water del 1994, Upon Foreign Soil del 1999, Christ and Urban Fox del 1999. Le sue poesie sono tradotte in tutte le lingue ed hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti.

· Kjell Espmark - E' nato in Svezia nel 1930. Poeta, romanziere e saggista. Il suo ciclo di sette romanzi Glomskans tid (L'età dell'oblìo), quadro sconvolgente dei malesseri e delle angosce del Novecento, è una delle opere fondamentali della letteratura svedese. Tra le raccolte di versi: Den hemliga maltiden (Il pasto segreto) del 1984, Nar vagen vander (Quando la strada gira) del 1992, Det andra livet (L'altra vita) del 1998, De levande har inga gravar (I vivi non hanno tombe) del 2002. Professore de letteratura comparata all'università di Stoccolma, è membro dell'Accademia di Svezia e presidente della commissione del Premio Nobel.

· Ruth Fainlight - E' nata a New York nel 1931, ma vive in Inghilterra dall'età di 18 anni. Amica di Sylvia Plath, è moglie del romanziere Alan Sillitoe. Ha pubblicato undici raccolte di poesia, racconti e traduzioni. I suoi ultimi libri sono: Selected Poems del 1995, Sugar-Paper Blue del 1997, Burning Wire del 2002.

· Luis Garcia Montero - Viene considerato il maggior poeta spagnolo della nuova generazione tra i 40 e i 50 anni. Vive a Granada, dove insegna all'università. Il complesso della sua opera di poesia è raccolta nel volume complessivo Poemas.

· Paolo Ruffilli - E' nato a Rieti nel 1949; ha pubblicato le raccolte Piccola colazione (Garzanti, 1987 - American Poetry Prize -), Diario di Normandia (Amadeus,1990 - Premio Montale -), Camera oscura (Garzanti, 1992), Nuvole (con foto di F. Roiter, Vianello, 1995), La gioia e il lutto (Marsilio, 2001 - Prix Européen -). I suoi libri di poesia sono stati tradotti in Francia,Germania, Spagna, Inghilterra, Portogallo, Stati Uniti, Canada. È autore di un volume di racconti, Preparativi per la partenza (Marsilio, 2003, Libro Europeo 2004), di una Vita di Ippolito Nievo (Camunia, 1991) e di Vita, amori e meraviglie del signor Carlo Goldoni (Camunia, 1993).

· Willem van Toorn - E' nato ad Amsterdam nel 1935. Dal 1959 ha pubblicato n gran numero di romanzi, raccolte di poesie e saggi, in cui il paesaggio ha sempre un ruolo importante. L'ultimo suo libro in ordine di tempo è il romanzo De rivier (Il fiume) del 1999, ambientato nel periodo della seconda guerra mondiale vista con gli occhi di un ragazzo ad Amsterdam e nella campagna olandese dalla quale sono venuti i genitori durante la crisi economica. Tra le raccolte di versi: La vita campestre del 1981, Gulliver e altre poesie del 1985, Isola del 1991. E' anche traduttore, soprattutto dal tedesco (Klaus Mann, Zweig, Kafka) e dall'inglese (Isherwood, Updike, Doctorow, ma anche dall'italiano (Pavese).


In collaborazione con la Commissione Europea

Sotto l'egida dell'Unesco

Sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana

Sotto l'alto patronato della Presidenza del Consiglio dei Ministri

A cura di Abcveneto

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