Venezia: due grandi eventi veneti allo Spazio Mondadori
SPAZIOEVENTI - LIBRERIA MONDADORI
SAN MARCO, 1345 - VENEZIA
a cura di Abcveneto
giovedì 2, ore 18.00
Presentazione Espedita Grandesso C'era una volta e adesso
no. Fiabe venete in via di estinzione (Terra Ferma)
Ne parla con l'autrice: Lino Pavan C'era una volta e adesso
no è una raccolta di favole alla vecchia maniera,
scritta per conservare un patrimonio di sapienza popolare
che sta scomparendo. E' una raccolta dedicata ai bambini
di oggi e a quelli di un tempo. I giovani avranno così
modo di conoscere un universo fantastico diverso da quello
dei cartoni animati, i meno giovani ritroveranno in essa
il profumo della loro infanzia e della lingua veneziana,
nobile e antica grazie alla quale l'autrice riesce a comunicare
una vastissima gamma di sentimenti e a raccontare situazioni
molto diverse tra loro.
Venerdì 3, ore 18.00
Presentazione Acqua Granda. Il romanzo dellalluvione
di Roberto Bianchin con illustrazioni di Fabio Visintin
Ne parlano con gli autori: Massimo Cacciari, Gian Antonio
Cibotto, Ketti Grunchi, Ernesto Ballarin, Giancarlo Marinelli
L'Acqua Granda, come i veneziani chiamavano le alluvioni
di una volta, ferì a morte Venezia il 4 novembre
1966, e segnò l'inizio dello spopolamento della città
e l'avvio di un aspro dibattito, ancora in corso, sui modi
per salvarla. In questo libro, che è uscito nel 1996
per i tipi dell'editore veneziano Filippi, e che ha avuto
tre edizioni, il giornalista e scrittore veneziano Roberto
Bianchin, testimone oculare dell'alluvione, racconta i giorni
della grande paura attraverso i suoi ricordi personali,
la testimonianza dei protagonisti, e la storia di Ernesto
Ballarin, un ragazzo che abitava a San Pietro in Volta,
sull'isola di Pellestrina, e soffrì il dramma sulla
sua pelle. E' un libro scritto in forma di romanzo ma che
non ha nulla di romanzato, perché niente è
frutto della fantasia, ma tutto è tratto dalla cronaca
di quei giorni: nomi, luoghi, episodi, numeri del disastro.
"Bianchin narra senza mai cedere alla pressione dell'effetto,
che pure sarebbe stato comprensibile, l'avventura di città,
isole, terraferma, in un crescendo che si affida alle cifre,
ai dati, alle morti (...) Acqua Granda è una <cronica>
esemplare, una rievocazione toccata dalla grazia, che non
tralascia un particolare mescolando i fatti alle considerazioni,
sul filo di una sobrietà che ricapitola il disastro
senza mai una sbavatura, una forzatura di tono. Quasi l'introduzione
al repertorio fotografico, di una bellezza agghiacciante".
(Gian Antonio Cibotto)
A tutti i presenti verrà distribuita in omaggio
una copia del libro.
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