Venezia: la Collezione Peggy Guggenheim rende omaggio
a un grande maestro dell'arte italiana
a cura di Abcveneto
Con OMAGGIO A MARIO NIGRO, la Collezione Peggy Guggenheim
di Venezia (della Fondazione Solomon R. Guggenheim, New
York) rinnova il proprio interesse per i grandi maestri
dell'arte Italiana del XX secolo. La mostra, dal 22
aprile al 21 maggio alla Collezione Peggy Guggenheim,
è realizzata in occasione della donazione di due
opere di Mario Nigro alla Fondazione Solomon R. Guggenheim
da parte di Gianni Nigro, Presidente dell'Archivio Mario
Nigro. La donazione di Senza titolo (dal ciclo Pannello
in nero) del 1949 e Senza titolo (dal ciclo Pannello a
scacchi) del 1950, andrà a impreziosire la collezione
e costituirà il fulcro della mostra incentrata
sulle problematiche artistiche, concettuali e stilistiche
dell'autore. L'opera di Mario Nigro (Pistoia, 1917 - Livorno
1992), uno tra i più impegnati protagonisti della
ricerca artistica italiana della seconda metà del
Novecento, è letta da Luca Massimo Barbero, curatore
della mostra, attraverso alcuni spaccati della sua attività,
con particolare attenzione per il periodo tra la fine
degli anni quaranta e la metà degli anni sessanta.
L'OMAGGIO A MARIO NIGRO è realizzato in collaborazione
con l'Archivio Mario Nigro di Milano, impegnato in una
costante attività di ricerca finalizzata alla realizzazione
del catalogo ragionato dell'artista, a cura di Germano
Celant.
Mario Nigro è uno dei maestri dell'arte italiana
che ha sempre mantenuto una prospettiva e un riferimento
a una dimensione internazionale del proprio linguaggio:
la sua identità espressiva, in continua e costante
evoluzione, si può definire una personalissima
declinazione di astrattismo dinamico, che combina riferimenti
scientifici, matematici, musicali e tonali, secondo una
prospettiva razionale tesa alla coniugazione di struttura
ed emozione. La mostra illustra un significativo percorso
nell'articolata e multiforme opera di Mario Nigro attraverso
alcune opere di fondamentale importanza, che dimostrano
la sua posizione di assoluto rilievo e la dimensione anticipatrice
della sua ricerca nell'ambito del panorama dell'astrattismo
italiano e internazionale, testimoniata anche dalle numerose
presenze alla Biennale di Venezia e ad altre importanti
rassegne.
Il percorso della mostra, essenziale e al contempo ricco
di spunti, permette di cogliere la complessità
e novità dell'opera di Nigro, il cui linguaggio
manifesta la sua tensione espressiva, legata a una dimensione
esistenziale tragica, risolvendola non nell'immediatezza
di una poetica informale e di una pittura d'azione, ma
nel segno di una riduzione e di un'essenzialità
che anticipano le correnti minimaliste degli anni sessanta.
Nella prima delle due sale in cui si articola l'esposizione
vengono presentate due opere del 1950, appartenenti al
ciclo dei pannelli a scacchi, nelle quali le scansioni
ortogonali bianche e nere, la cui genesi è direttamente
riferita alle griglie neoplastiche di Piet Mondrian, vengono
da Nigro attivate in senso dinamico, con un richiamo diretto
alla poetica del Futurismo, attraverso la moltiplicazione
dei piani di lettura delle superfici e le scelte di variazione
cromatica. In questo stesso spazio è inoltre possibile
leggere il processo creativo che porta Nigro a questa
originale elaborazione del linguaggio astratto costruttivo.
La sua complicazione percettiva, fortemente anticipatrice
rispetto ai suoi contemporanei, si esprime, infatti, in
una sequenza di alcune importanti opere su carta degli
stessi anni, due delle quali donate alla Fondazione Solomon
R. Guggenheim. Questi lavori dialogano con l'opera esposta
a inizio mostra, Scacchi (1952), che segna il momento
di transizione dalla dinamica ortogonale a quella diagonale,
passaggio decisivo che porta Nigro alle realizzazioni
seguenti, presentate nella seconda sala.
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Nella seconda sala è documentata l'ulteriore complessità
e ricchezza che viene ad assumere l'opera di Nigro tra
gli anni cinquanta e gli anni sessanta: nucleo ideale
della sequenza di opere qui esposte è la riflessione
sviluppata in questi anni dall'artista nell'elaborazione
progressiva del suo ciclo dello spazio totale, dagli studi
su carta alle opere su tela, ai suoi sviluppi tridimensionali
e su scala ambientale. Lo spazio totale di Nigro visualizza
il compenetrarsi di diversi gradi di realtà e di
dimensioni, riferendosi al contempo alla scienza relativistica
e alla tragicità del divenire dell'esistenza, rese
presenti in immagine nelle fughe prospettiche irriducibili
di reticoli ottico-percettivi che l'artista movimenta
sia in termini strutturali che cromatici. Tale ambito
di espressione viene esplorato da Nigro in un complesso
procedimento costruttivo strutturale, come evidenziato
nella serie di studi su carta qui presentati, e trova
multiforme espressione nelle opere su tela: dalle più
composte intersezioni ottiche di piani dimensionali evidenti
nelle opere Spazio totale: strutture, del 1953-56, alla
frattura drammatica di Spazio totale: interruzione (1954);
dalle progressioni ritmiche di Spazio totale: progressioni
ritmiche simultanee in variazione vibratile, del 1955,
a quelle lineari di Spazio totale: divergenze simultanee
drammatiche, del 1954-59, e di Spazio totale: contrasti
opposti, del 1954-59-61.
Chiudono la sala due opere che sviluppano la riflessione
di Nigro sullo spazio totalesecondo una logica tridimensionale.
Una è l'opera di 7 metri di lunghezza in 12 elementi
Dallo spazio totale 1954: serie di 12 rombi continui a
progressioni ritmiche simultanee alternate opposte, del
1965, presentata da Nigro nella sala a lui dedicata alla
Biennale di Venezia del 1968, dove realizzò una
sequenza percorribile attraverso la combinazione di lavori
tridimensionali a parete e a pavimento. L'altra, Dallo
spazio totale: progressioni ritmiche simultanee opposte,
del 1966, è una trasposizione delle griglie ottiche
virtuali delle opere su tela in due reticoli prospettici
opposti in legno dipinto in rosso.
In occasione della mostra verrà pubblicata una
monografia bilingue, in italiano e in inglese, che presenta
il percorso storico-artistico di Mario Nigro, tra la fine
degli anni quaranta e gli anni sessanta.
e-mail: info@guggenheim-venice.it; sito web http://www.guggenheim-venice.it
orario d'apertura: 10.00-18.00; chiuso il martedì
ingresso: euro 10; euro 8 senior oltre i 65 anni; euro
5 studenti; gratuito 0-12 anni
ulteriori informazioni: Alexia Boro tel. 041. 2405 404
- press@guggenheim-venice.it
a cura di Abcveneto