Ponte di Piave: "Buon giorno signor Sindaco e..."
Riportiamo il discorso dell'assessore
alla Cultura, professor Claudio Rorato tenuto il 25 marzo
per il Premio di laurea Goffredo Parise, festeggiato alla
Casa Martin e poi alla Casa di Cultura Parise, con grande
presenza di pubblico.
a cura di Abcveneto
"...Buon
giorno signor Sindaco e ben trovati a tutti gli ospiti
presenti a questa importante manifestazione.
Un saluto particolare e riconoscente al Professor Fernando
Bandini, alla professoressa Ilaria Crotti, alla dottoressa
Manuela Brunetta che hanno curato la selezione delle tesi
che oggi vengono premiate e a Francesco Tiveron bibliotecario
del Comune di Ponte di Piave, prezioso e insostituibile
collaboratore.
L'evento di oggi apre le celebrazione del ventennale della
morte di Goffredo Parise scomparso prematuramente nel
1986. Le iniziative che l'amministrazione comunale intende
promuovere in sinergia anche con le fondazioni Benetton
e Cassamarca sono molteplici e verranno illustrate prossimamente.
Non voglio entrare nel merito del riconoscimento odierno
perché lo faranno con maggiore cognizione i relatori
che mi seguiranno e particolarmente l' autrice della tesi
premiata Cristina Fiore alla quale sin d'ora esprimo le
più vive congratulazioni per il taglio scientifico
e al contempo originale. Ricordo anche il lavoro di Massimo
Giarrizzo che oggi non ha potuto essere presente e che
ha meritato una menzione particolare da parte della commissione
giudicatrice.
In relazione alle celebrazioni del ventennale, al di la
dell' evento odierno vorrei soffermarmi un momento su
un aspetto che mi è particolarmente caro e per
il quale, con il sostegno incondizionato del Sindaco e
dei colleghi assessori, ho lavorato intensamente dal 2005
ad oggi: il restauro della casa di Goffredo Parise.
Era un impegno inderogabile e che mi stava particolarmente
a cuore in quanto ho sempre considerato quel luogo significativo
particolarmente per la presenza della tomba che Parise
già in vita aveva predisposto e non sono casuali
la sua posizione e la presenza della scultura "Mademoiselle
Pogany" di Brancusi issata su una spirale in acciao
realizzata da Simon Benetton.
Goffredo Parise amava particolarmente Costantin Brancusi
al quale riconosceva la straordinaria capacità
di evocare le forme archetipiche della vita in un connubio
formale perfetto, denso di misticismo e allo stesso tempo
di arcane risonanze esoteriche.
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Questa
scultura candida, che si sviluppa da un nucleo ovoidale
immobile e si apre in una spirale vibrante di movimento,
si impone subito all'attenzione di chi attraversa il giardino
della casa ma non tutti colgono che ai suoi piedi, sotto
la piccola lapide bianca anch'essa pensata per tempo,
riposano le ceneri del celebre scrittore.
Ecco allora il perfetto ripristino del giardino ed in
particolare il reimpianto delle rose da tempo scomparse,
che Goffredo Parise aveva voluto piantare di fronte alle
vetrate del salone per poterle contemplare anche rimanendo
in casa.
La rosa era il suo fiore preferito perché mi diceva
era una forma perfetta ma in continuo divenire, capace
di mostrarsi nella plastica compattezza virginale del
bocciolo, sino alla ricca opulenza della sfioritura che
nulla faceva perdere alla grande potenza simbolica e sensuale
di questo fiore.
Una volta, seduti sulla panchina verde in giardino, indicandomi
una rosa che veniva scalata da una bellissima cetonia
verde mi citò un passo del Piccolo Principe di
Saint-Expéry: "Coltivano cinquemila rose in
un unico, modesto giardino, e non trovano ciò che
cercano: E pensare che quel che cercano lo possono trovare
in un'unica rosa. Ma gli occhi sono ciechi, con il cuore
bisogna cercare"
Anche la casa accuratamente risanata dai gravi danni provocati
dall'umidità e dalle muffe ed accuratamente ripulita
ha ripreso vita restituendo persino l'odore del pino cirmolo
che le era proprio. Ringrazio mia sorella Omaira Rorato
compagna dello scrittore durante i suoi ultimi dieci anni
di vita per aver messo a disposizione alcuni degli oggetti
che gli erano appartenuti e immortalati in celebri fotografie
e che contribuiscono a creare una suggestione molto viva
e forte come le sono grato anche per la preziosa supervisione
che ci ha permesso di collocare ogni cosa al suo posto
secondo un preciso criterio filologico." (Di Claudio
Rorato)
a cura di Abcveneto