nu. 25 anno terzo¬ 1 aprile 2006 mensile online gratuito
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A Tavola con Vittoria: La storia del coniglio


Storia della cucina veneta, alimenti e ricette a cura di Vittoria; (A tavola con Gioia è sostituita da a tavola con Vittoria, provvisoriamente, essendo Gioia impegnata)

A cura di Vittoria

Il coniglio nel Veneto richiama la tradizione contadina; anticamente il suo allevamento costitutiva la forma di reddito integrativo per le famiglie della mezzadria veneta, che di queste carni si nutrivano e con le quali esercitavano un piccolo commercio per poter disporre di una certa liquidità di denari.

Che questo piccolo grazioso animale abbia accompagnato le aziende agricole venete fin dai suoi albori è dimostrato da numerosi documenti storici e che fosse merce di valore lo si deduce dal fatto che era inserito nei contratti agrari della fine Ottocento, ma anche più recentemente nei mercuriali della Borsa Merci della Camera di Commercio di Verona. Il coniglio come tutti gli animali d'allevamento, ha subito l'evoluzione del sistema. Si è perfezionata ed equilibrata l'alimentazione e si sono tecnicizzate le strutture di allevamento. La morfologia del coniglio è rimasta però inalterata ed anzi tali azioni ne hanno affinato la carne. Da strettamente famigliare, infatti, l'allevamento del coniglio ha assunto dimensioni maggiori senza però perdere il suo legame con la terra. Questo è il tipo di allevamento oggi presente nel Veneto, dove esiste la più importante concentrazione al mondo di allevamenti di cunicoli. E' universalmente riconosciuto che l'area del bacino del Piave è stata la culla della moderna cunicoltura: nella Marca si sono sperimentate le tecniche di allevamento attualmente applicate in tutte le produzioni d'Europa. La cunicoltura italiana rappresenta la maggior realtà di settore a livello comunitario e mondiale ed è al quarto settore della zona tecnica nazionale, dopo i bovini, suini e avicolo. A livello europeo l'Italia rappresenta il 44% della produzione. In questo panorama la regione Veneto ha ruolo di leader, rappresentando circa il 38% della produzione nazionale. La realtà di Treviso è stimata ai 300 allevamenti, collocati per la maggior parte nell'area Destra Piave che vede la più alta concentrazione di allevamenti cunicoli mondiale, con Volpago e Trevignano i fiori all'occhiello per il numero di allevamenti e capi allevati.

L'esperienza degli allevatori locali e la ricerca scientifica hanno contribuito a migliorare la carne di questa specie, al punto che è particolarmente apprezzata oltre che per la digeribilità, il basso tenore di colesterolo , l'elevato valore nutritivo, il basso tenore di sodio, anche per il gusto che soddisfa i palati più raffinati. Per la sua morfologia e per le tecniche di allevamento adottate, la carne ha mantenuto negli anni una sua immagine salutista, confermata a tutt'oggi da studi ed indagini alimentari. articolo prosegue sotto



E' gustosa, particolarmente magra, molto ricca di vitamine e sali minerali, a bassissimo contenuto di colesterolo e sodio. Particolari tecniche di allevamento e soprattutto un'alimentazione dell'animale basata su materie prime di elevata qualità, hanno ulteriormente fissato queste caratteristiche. Il coniglio negli allevamenti professionali, viene allevato fino ad una età di 84/90 giorni, per non fargli raggiungere la maturazione sessuale, evitando quindi quel particolare odore della carne non apprezzato da molti consumatori. Un tempo bistrattata dai vari chef e dimenticata dal consumo famigliare, oggi la carne di coniglio si sta proponendo per la sua eccletticità gastronomica, come un interessante passe-partout, sia con l'attenta riscoperta dei piatti tradizionali sia con l'invenzione di nuove pietanze.

Coniglio al latte
Per quattro persone: Un coniglio di Kg 1,250 ogiù di lì,
100 grammi di pancetta tagliata a cubetti,
una cipolla tagliata grossolanamente,
un pomodoro schiacciato e pelato,
un litro di latte,
100 grammi di mandorle e nocciole pelate, tostate e pestate nel mortaio,
un bicchiere di brandy,
2 spicchi d'aglio,
2 cucchiai di farina,
3 d'olio d'oliva,
un pizzico di sale.

Lavare, asciugare il coniglio e infarinarlo leggermente. In una casseruola fare rosolare nell'olio la pancetta a cubetti; quando sarà dorata, mettere il coniglio e farlo rosolare per 10 minuti. Tagliare e mettere da parte il coniglio, far soffriggere nella stessa teglia la cipolla tritata, il pomodoro e le mandorle tostate e l'aglio. Aggiungere al soffritto il coniglio, il brandy, il sale e un pizzico di peperoncino. Coprite al filo la carne con il latte e lasciar cuocere lentamente per circa un'ora o finchè il coniglio sarà tenero e la salsa ben legata.

L'evento: la "Festa del coniglio" si svolge a Falzè di Trevignano la seconda domenica di settembre, manifestazione enogastronomia.

A cura di Vittoria

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