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nu. 19, anno secondo¬ 1 ottobre 2005 mensile online gratuito
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rubrica

Editoriale: Il cittadino virtuoso...e consigli per una vera rivoluzione


Come possiamo migliorare il mondo senza muoverci da casa (o quasi)?

di Federico De Nardi

L'altro giorno percorrevo una pista ciclabile ovviamente in velocipide e all'improvviso mi sono trovato un'automobile davanti, parcheggiata sopra la pista ciclabile con l'omino dentro, al volante, intronato come il re Sole. Buffo il fatto che fosse un macchinone di lusso con un omino dentro che probabilmente guidava con il cuscino sotto il sedere, malgrado le diavolerie moderne e i sedili alzabili antinano che certo ànno tali voitures-avvoltoie ultra costose. In genere gliene dico su di tutti i colori a quelli che fanno quello che vogliono della res publica comunale, ma quel giorno ho taciuto, perchè era una giornata troppo bella, autunnale, non volevo arrabbiarmi con un altro degli incivili che riempono il mondo. Certo quelli che occupano le piste ciclabili, forze dell'ordine comprese, attingono sempre al serbatoio italico delle scuse, "ragioni di servizio", dicono i tutori dell'ordine, anche se mi sembra che quelle ragioni di servizio dovrebbero essere al 'servizio del cittadino', visto che le forze dell'ordine esercitano un'autorità che è tale prima di tutto con l'esempio; i normali cittadini invece dicono "mi sono fermato un attimo, vado via subito" e poi stanno lì mezza giornata... tutto questo per dire che cosa?

Che per migliorare il mondo, bisognerebbe ricordarsi, prima di fare tanti cortei e manifestazioni di protesta, di 'colpire veramente al cuore' il sistema di cui tutti facciamo parte, volenti o nolenti, colpirlo in modo intelligente.

Il problema è che la maggior parte delle persone sono talmente ipocrite che pensano che con una marcetta liberatoria soprattutto della rigidità delle proprie caviglie, si risolvano i problemi del mondo... quando ci sono soluzioni molto più efficaci e veramente rivoluzionarie, che possono fare tutti. Vi rendete conto che cosa succederebbe se tutti, per esempio rispettassero i limiti di velocità?
Non ci sarebbero più "quasi" incidenti, i carrozzieri fallirebbero, gli ospedali avrebbero un gran numero di letti sempre vuoti, le Assicurazioni perderebbero una montagna di clienti, così i becchini, le farmacie, i negozi che vendono stampelle e bastoni, i meccanici, gli sfasciacarrozze, le aziende farmaceutiche, i concessionari di automobili, le banche e i cravattari che concedono prestiti, i media sarebbero alla disperata ricerca di una notizia truculenta da propinare allo spettatore, con il rischio certo di perdere inserzionisti pubblicitari. Oppure se non ci fossero più crimini? Chiuderebbero le carceri, perderebbero il posto migliaia di secondini, aziende che forniscono servizi e prodotti a i carceri sarebbero costretti a licenziare il personale, le assicurazioni, i tribunali, gli avvocati fuoristradati, i giudici, i segretari, le segretarie in minigonna e tacchi a spillo. Sparirebbero insomma intere classi sociali e ne nascerebbero altre, albergatori, per esempio.

E se per una settimana ininterrotta tutti lasciassero l'automobile ferma, senza bisogno di domeniche imposte per legge? Ma proprio tutti, nessuno escluso. Ci sarebbero delle conseguenze cataclismatiche nel Paese, la mancanza di introiti giornalieri (vi siete mai chiesti cosa incassa lo stato in un giorno di pieni di carburanti?) provocherebbe una bancarotta dello Stato, che per correre ai ripari sposterebbe la mancata 'rendita' carburantizia magari con una nuova tassa sulla salute, visto che ci sarebbe meno inquinamento e ci sarebbero solo sani camminatori nel paese. Ah, sì sparirebbero anche le palestre, i dietologi, le diete e le abbufate, perchè i cittadini sarebbero di nuovo magri come spilli come piace ad Armani quando guarda le foto d'antan.

Insomma, ecco quali sono le vere rivoluzioni, le vere proteste, invece di adunate e cortei che creano solo intasamenti di automobili e inquinamento. Potete iniziare anche voi, anche da soli a fare la rivoluzione, la vera rivoluzione, da subito...non buttate più per terra la gomma masticata, il mozzicone della sigaretta, le carte delle caramelle, le cacche canine, la vostra immondizia... mettetela nei cestini e nei cassonetti. Saremo capaci di fare ciò? Lo vogliamo fare? Un buon motivo per farlo, è pensare che viviamo oggigiorno in una società in cui una parte si fa sbranare dall'altra, tuffandosi a capofitto nelle fauci del leone... invece di fare la vera unica Rivoluzione possibile, quella su se stessi e sul proprio egoismo e non richiede grossi investimenti, solo controllo di se stessi e un po di amore e rispetto per il prossimo, perchè guerre ci sono ogni giorno e non sono solo quelle in cui si usano le bombe.

di Federico De Nardi

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