Editoriale: Il cittadino virtuoso...e consigli per una
vera rivoluzione
Come possiamo migliorare il mondo
senza muoverci da casa (o quasi)?
di Federico De Nardi
L'altro
giorno percorrevo una pista ciclabile ovviamente in velocipide
e all'improvviso mi sono trovato un'automobile davanti,
parcheggiata sopra la pista ciclabile con l'omino dentro,
al volante, intronato come il re Sole. Buffo il fatto
che fosse un macchinone di lusso con un omino dentro che
probabilmente guidava con il cuscino sotto il sedere,
malgrado le diavolerie moderne e i sedili alzabili antinano
che certo ànno tali voitures-avvoltoie ultra costose.
In genere gliene dico su di tutti i colori a quelli che
fanno quello che vogliono della res publica comunale,
ma quel giorno ho taciuto, perchè era una giornata
troppo bella, autunnale, non volevo arrabbiarmi con un
altro degli incivili che riempono il mondo. Certo quelli
che occupano le piste ciclabili, forze dell'ordine comprese,
attingono sempre al serbatoio italico delle scuse, "ragioni
di servizio", dicono i tutori dell'ordine, anche
se mi sembra che quelle ragioni di servizio dovrebbero
essere al 'servizio del cittadino', visto che le forze
dell'ordine esercitano un'autorità che è
tale prima di tutto con l'esempio; i normali cittadini
invece dicono "mi sono fermato un attimo, vado via
subito" e poi stanno lì mezza giornata...
tutto questo per dire che cosa?
Che per migliorare il mondo, bisognerebbe ricordarsi,
prima di fare tanti cortei e manifestazioni di protesta,
di 'colpire veramente al cuore' il sistema di cui tutti
facciamo parte, volenti o nolenti, colpirlo in modo intelligente.
Il problema è che la maggior parte delle persone
sono talmente ipocrite che pensano che con una marcetta
liberatoria soprattutto della rigidità delle proprie
caviglie, si risolvano i problemi del mondo... quando
ci sono soluzioni molto più efficaci e veramente
rivoluzionarie, che possono fare tutti. Vi rendete
conto che cosa succederebbe se tutti, per esempio rispettassero
i limiti di velocità?
Non ci sarebbero più "quasi" incidenti,
i carrozzieri fallirebbero, gli ospedali avrebbero un
gran numero di letti sempre vuoti, le Assicurazioni perderebbero
una montagna di clienti, così i becchini, le farmacie,
i negozi che vendono stampelle e bastoni, i meccanici,
gli sfasciacarrozze, le aziende farmaceutiche, i concessionari
di automobili, le banche e i cravattari che concedono
prestiti, i media sarebbero alla disperata ricerca di
una notizia truculenta da propinare allo spettatore, con
il rischio certo di perdere inserzionisti pubblicitari.
Oppure se non ci fossero più crimini? Chiuderebbero
le carceri, perderebbero il posto migliaia di secondini,
aziende che forniscono servizi e prodotti a i carceri
sarebbero costretti a licenziare il personale, le assicurazioni,
i tribunali, gli avvocati fuoristradati, i giudici, i
segretari, le segretarie in minigonna e tacchi a spillo.
Sparirebbero insomma intere classi sociali e ne nascerebbero
altre, albergatori, per esempio.
E se per una settimana ininterrotta tutti lasciassero
l'automobile ferma, senza bisogno di domeniche imposte
per legge? Ma proprio tutti, nessuno escluso. Ci sarebbero
delle conseguenze cataclismatiche nel Paese, la mancanza
di introiti giornalieri (vi siete mai chiesti cosa incassa
lo stato in un giorno di pieni di carburanti?) provocherebbe
una bancarotta dello Stato, che per correre ai ripari
sposterebbe la mancata 'rendita' carburantizia magari
con una nuova tassa sulla salute, visto che ci sarebbe
meno inquinamento e ci sarebbero solo sani camminatori
nel paese. Ah, sì sparirebbero anche le palestre,
i dietologi, le diete e le abbufate, perchè i cittadini
sarebbero di nuovo magri come spilli come piace ad Armani
quando guarda le foto d'antan.
Insomma, ecco quali sono le vere rivoluzioni, le vere
proteste, invece di adunate e cortei che creano solo intasamenti
di automobili e inquinamento. Potete iniziare anche voi,
anche da soli a fare la rivoluzione, la vera rivoluzione,
da subito...non buttate più per terra la gomma
masticata, il mozzicone della sigaretta, le carte delle
caramelle, le cacche canine, la vostra immondizia... mettetela
nei cestini e nei cassonetti. Saremo capaci di fare ciò?
Lo vogliamo fare? Un buon motivo per farlo, è pensare
che viviamo oggigiorno in una società in cui una
parte si fa sbranare dall'altra, tuffandosi a capofitto
nelle fauci del leone... invece di fare la vera unica
Rivoluzione possibile, quella su se stessi e sul proprio
egoismo e non richiede grossi investimenti, solo controllo
di se stessi e un po di amore e rispetto per il prossimo,
perchè guerre ci sono ogni giorno e non sono solo
quelle in cui si usano le bombe.
di Federico De Nardi