Treviso: Gino Rossi e Arturo Martini, quando l'arte
si tace
Palazzo Bomben -Treviso, 26 novembre
- 19 marzo
a cura di Abcveneto
Quando
l'arte si tace, è il titolo scelto per il percorso
espositivo ideato a Palazzo Bomben che, dedicato ai documenti,
prende in esame aspetti trascurati o addirittura sconosciuti
dei due artisti.
La mostra si deve leggere nell'intero arco espositivo
laddove le iniziative collaterali ne sono parte integrante,
pensate e volute parallelamente ad essa, ne restituiscono
l'interezza del progetto.
Nel lungo percorso di studio non sono mancate scoperte
affascinanti rese possibili dalla proficua collaborazione
con la Fondazione Mazzotti, Biblioteca Comunale e Archivio
di Stato, istituzioni che hanno sede a Treviso. Questi
i parteners che hanno permesso il recupero di materiali
dimenticati e privi di catalogazione.
Il titolo allude al momento in cui Gino Rossi nel 1926
entra in un istituto manicomiale per non uscirne più,
un calvario per un uomo che doveva il cedimento psicofisico
a fatti personali: un rapporto controverso con la madre,
ma anche la guerra, (fu preso prigioniero) e l'assoluta
indigenza cui fu costretto di ritorno dal fronte.
Tace dunque l'artista che cosciente dell'internamento
chiede la libertà e rifiuta la pittura in un luogo
privo di qualsiasi poesia. Gino Rossi però è
sempre cosciente del suo genio artistico, anzi la sua
grandezza diventa un assillo, una mania. Dell'ultimo ventennio
di vita resta una testimonianza artistica e umana unica
di struggente intensità, si tratta di 172 fogli
con 279 disegni inediti che riferiscono della ricerca
mai esaurita del pittore che -abbandonato lo spazio bianco
della tela, troppo grande e troppo difficile da organizzare-
viene alle prese con fogli di giornale, riviste o carta
colorata dove accenna figure, teste umane, cavalli, segni.
Sono balbettii, segni iniziati e non finiti con forti
linee scure di contorno che sprigionano una energia primordiale,
diremmo "fisica". La serie, sottoposta allo
studio e all'analisi di noti psichiatri, è stata
messa a confronto con altri documenti ritrovati relativi
al decorso ospedaliero: dalla anamnesi, alle cure e ha
fatto emergere nuove interpretazioni circa l'origine della
reclusione di Gino Rossi.
Anche
per Arturo Martini si è scelto di mettere in mostra
un aspetto poco noto della produzione, quando l'arte tace
per farsi parola restituendo la grandezza e attualità
del pensiero dell'artista. Nell'artista emerge impellente
il bisogno interiore di mettere ordine nei suoi pensieri,
ricerca allora un interlocutore colto, che individua in
Gino Scarpa, a cui affidare i suoi pensieri senza argini
come in una seduta psicoanalitica, una liberazione. I
dialoghi tra i due si protraggono tra il luglio del 1944
e il gennaio del 1945, lunghe ed estenuanti battaglie
che andavano avanti fino alle prime ore del giorno, incontri-lotta,
duelli dialettici per capire le ragioni, provocazioni
dell'uno e dell'altro. Martini non vide mai pubblicati
i suoi "colloqui" e Gino Scarpa li avrebbe voluti
bruciare... A Palazzo Bomben, I Colloqui, testamento spirituale
di Martini, saranno esposti per la prima volta nei documenti
originali, accompagnati dai disegni che lo scultore tracciò
in quelle sedute. Dalle carte d'archivio sono inoltre
emerse le lettere di due grandi amici di Arturo Martini:
Natale Mazzolà e Giovanni Comisso che rendono conto
della difficile e avventurosa pubblicazione dei Colloqui
con Arturo Martini finalmente avvenuta nel 1968 a cura
della casa editrice Rizzoli.
Saranno
presentati inoltre documentari d'arte rinvenuti tra i
materiali del Fondo Fotografico della Provincia di Treviso
(FAST) dedicati a Gino Rossi, Arturo Martini, Giovanni
Comisso e Giuseppe Mazzotti, databili intorno alla metà
degli anni Sessanta, tutti con la regia di Paolo Saglietto.
A quasi quarant'anni dalle prime proiezioni, la Fondazione
Benetton ha consegnato i cortometraggi, prodotti dalla
Corona Cinematografica, agli esperti della cineteca comunale
di Bologna che ha provveduto al restauro curandone il
riversamento su supporto magnetico e digitale.
Da novembre in mostra anche alcune immagini del documentario
commissionato a Riccardo De Cal che con sensibilità
artistica, rispetto e dono poetico, ha ripercorso, dopo
un lavoro di investigazione, la vita di Gino Rossi. Il
lavoro nella sua interezza (60 minuti ca.) sarà
visibile da gennaio.
Il visitatore della mostra, curata nell'allestimento
dagli architetti Alberto Pasetti e Mariangela Zanzotto,
si troverà di fronte ad un percorso espositivo
sonoro e visivo nel quale sarà guidato da strumenti
multimediali alla scoperta dei documenti originali di
cui abbiamo accennato: disegni, fotografie, diari, lettere,
cataloghi, filmati e documentari.
Esposizione a cura della Fondazione Benetton Iniziative
Culturali
I testi del catalogo sono a cura di Vera Mattiuzzo, Donatella
Levi ed Anna Urbani
Per maggiori informazioni sugli eventi collaterali e
la mostra
ufficio stampa - Daniela Boari Tel. 0422-512240 - 335
8371284
daniela.boari@palazzobomben.it
www.ginorossi-arturomartini.it
(attivo da novembre)
Inaugurazione
Anteprima per la stampa: sabato 26 novembre, ore 10-13
Apertura al pubblico: domenica 27 novembre
Orario
da martedì a domenica dalle ore 10 alle ore 20
chiuso il lunedì e il 25 - 26 e 31 dicembre - 1.
gennaio dalle 15 alle 20
Ingresso
biglietto intero 6 Euro, ridotto 4 Euro
gruppi da 8 a 15 persone -biglietto ridotto
visite guidate 25 Euro per gruppo
PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI T. 0422 512 200
a cura di Abcveneto