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Treviso: Follia e amor coniugale


Primo Appuntamento della stagione musicale 2005-2006 Follia e amor coniugale evento collegato alla mostra Gino Rossi e Arturo Martini, quando l'arte si tace Il concerto di giovedì 17 novembre sarà l'occasione per presentare al pubblico la nuova stagione musicale 2005-2006 che lancia la campagna abbonamenti.

a cura di Abcveneto

In programma alle ore 20.30, un concerto legato alle iniziative collaterali che precedono la mostra Gino Rossi e Arturo Martini, quando l'arte si tace che si inaugura il giorno 27 a Palazzo Bomben. Con il Quartetto Borciani e il pianoforte di Stefania Radaelli, di Robert Schumann, ascolteremo il Quartetto con pianoforte in do minore, di rarissima esecuzione, probabilmente mai eseguito in forma pubblica in Italia, affiancato al Quartetto con pianoforte op. 47 in mi bemolle maggiore, tra le pagine più eseguite del repertorio cameristico ottocentesco. Tema dell'introduzione al concerto, l'amor coniugale e la follia che offre lo spunto all'introduzione affidata a Quirino Principe per una riflessione sul pittore Gino Rossi e il grande inesauribile tema: arte e follia.
Continua dall'anno precedente l'appuntamento delle "prove aperte": giovedì 17 novembre alle ore 10.30 quattro classi della scuola media "Ciardi" di Quinto di Treviso e due classi della Scuola Media di Morgano incontreranno il Quartetto per una lezione a tutto tondo sul mestiere di musicista e sulle prassi esecutive; il giorno seguente, venerdì 18 alle 10.45 un altro incontro per gli studenti di due classi della scuola elementare "S. Giovanni Bosco" di Canizzano. Le prove sono aperte al pubblico.

Il Quartetto in do minore, privo di numero d'opera, è una composizione giovanile, siamo intorno al 1829 ed è il primo lavoro di Schumann per musica da camera.

Non stupisce che si tratti di un quartetto per pianoforte ed archi, avendo Schumann intrapreso lo studio della musica attraverso lo strumento a tastiera. I migliori esiti in campo cameristico furono raggiunti dal compositore proprio nelle composizioni per organici con pianoforte (si pensi ai Trii, al Quintetto op. 44 ed ai Phantasiestücke op.44). Il Quartetto op. 47 in mi bemolle maggiore, che ascolteremo nella seconda parte della serata è uno di questi, tra i vertici della produzione schumanniana, tra le pagine più importanti ed eseguite del repertorio cameristico ottocentesco. Fu scritto nell'arco di un mese, tra l'ottobre ed il novembre del 1842, l'anno per eccellenza dedicato alla produzione cameristica, durante il quale vennero alla luce anche i tre Quartetti op. 41 ed il Quintetto op. 44. Schumann dedicò il Quartetto al conte Mikhail Jurevic Wielhorsky, violoncellista dilettante, membro di una delle più potenti famiglie della corte dello zar. La composizione fu terminata nonostante le "continue, terribili notti insonni". Già appaiono manifesti gli squilibri nervosi e le depressioni che accompagneranno Schumann negli ultimi anni di vita. La sua salute mentale si compromise sempre più tanto da tentare il suicidio nel 1854. Quello stesso anno fu internato in un istituto per malattie mentali ad Endenich, presso Bonn, dove morì due anni dopo.

a cura di Abcveneto

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