AFRICA: L'AFRICA "IMMAGINATA"
Ricerca/sondaggio su ciò che pensano gli
Europei del cosidetto, continente nero...
a cura di Simona Cernicchi
L'Africa
"immaginata" L'idea di fare una piccola ricerca/sondaggio relativa all'immaginario
collettivo sull'Africa è nata in me dopo aver partecipato nel settembre
2004 al campo studio e lavoro organizzato da Chiama l'Africa a Vicomero.
Così, tornata a casa, ho contattato a voce e/o via e-mail una quarantina
di giovani, donne e uomini (amici di vecchia data, amici con cui ho
condiviso l'esperienza università, amici conosciuti da poco e amici
degli amici), ponendogli alcune domande. Un buon numero di loro mi ha
risposto. Le domande tratte dal testo "Dall'Afropessimismo all'Afroottimismo"
di Abdoulaye Kola Traorè, mediatore culturale originario del Mali, sono
le seguenti:
1) Voi come italiani, come europei, come non africani, che idea avete
dell'Africa?
2) Quando sentite parlare dell'Africa che cosa vi viene subito in mente?
Sono domande volutamente generiche, poste per permettere ad ogni persona
di elaborare e presentare le proprie "specificità africane". Specificità
per lo più nate, tranne per i pochi che in "Africa" ci sono stati davvero,
presumibilmente da documentari, TV, cinema, libri, riviste, quotidiani,
fantasia. L'Africa è … (per chi mi ha regalato il suo pensiero) un "Continente"
(non un "Paese" come alcuni hanno risposto, forse inconsapevolmente),
una "Terra rossa, colorata, calda", un "Mondo Altro, povero, inesplorato,
misterioso, abbandonato a se stesso, sfortunato, vicino geograficamente,
lontano per cultura dal nostro".
È un'Africa che "lotta per la sopravvivenza, tenuta dall'Occidente (che
ne svuota le immense risorse/ricchezze) in condizioni di sottosviluppo,
maltrattata, non valorizzata, sfruttata da tutti (Paesi ricchi e governanti
africani corrotti)". Un'Africa piena di "contraddizioni, di persone
che vivono vicino alla natura, così come sono state create (alcune tribù
non conoscono l'uomo bianco)", dove ci sono "alberghi di lusso e zone
povere, le piramidi e la miseria delle periferie del Nord Egitto", dove
"i bambini non vanno a scuola", dove regna "la legge del più forte,
di chi ha più soldi". E ci sono "diverse usanze, riti", "antiche tradizioni
tramandate oralmente", "multinazionali, aiuti umanitari" e "si muore
di Aids, di ogni tipo di malattia" e "si sopravvive per la carità di
qualcuno". Una "terra poco e male conosciuta", "da comprendere e rispettare,
dalle grandi potenzialità se lasciata agli africani".
Così viene in mente "la fame, l'emarginazione, la disperazione, la sofferenza,
il colonialismo, la povertà economica ma non quella affettiva, la solidarietà
tra gli africani, le feste senza fine". "Il sole, i sorrisi veri degli
abitanti, il deserto, la sabbia, le palme, l'odore delle spezie, la
voglia di vivere, la libertà, il mal d'Africa". "Gli africani nudi e
quelli con gli abiti colorati, alcuni riservati altri aperti, i bambini
con le pance grosse e le gambe come bastoni, gli occhi dei bambini denutriti".
Ed appare "la savana, gli animali selvaggi, la natura incontaminata,
paesaggi splendidi, tramonti rossi, il mare". "Manca la classe media,
l'acqua". Ci sono "guerre interne (di cui si parla poco), tamburi e
balli sfrenati", "le nostre origini".
Un Grazie Speciale a tutte le persone che hanno risposto alle domande,
io vi offro un piccolo viaggio dentro le vostre parole ed invito chi
lo desidera a "scrivere" di "Africa". Amici, portiamo l'Africa nel cuore,
rispettiamone i tempi, i luoghi, i sentimenti, l'intelligenza. Non nascondiamo
dietro alla solidarietà idee di potere, possesso, denaro.
a cura di Simona Cernicchi
la foto è © di Simona Cernicchi.