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MOGLIANO VENETO: IL PREMIO BERTO; UN MESE DOPOSabato 4 giugno 2005, a Mogliano Veneto è stato consegnato il Premio Berto La premiazione si è svolta nel lussureggiante scenario della
villa La Marignana -Benetton di Mogliano Veneto, nel giardino alberatissimo
la villa ospita una mostra e una scuola di scultura, nonchè un
piccolo museo con le opere del grande scrittore Toni Benetton. Il luogo
in cui si sono svolti i festeggiamenti per il premio, hanno regalato
alla premiazione un'atmosfera, un'anima particolare che ha incorniciato
le voci narranti di giuria, spettatori e vincitori e le numerosissime
persone presenti. Il verde delle siepi e dei giganteschi alberi ombreggianti
hanno offerto un ristoro necessario alla calura dei raggi solari, che
bersagliavano implacabili come proiettili i malcapitati che cercano
riparo nell'ombra, sotto il porticato o sulle confortevoli panchine
poste qua e là. Ma la gente era talmente tanta, che più
di qualcuno si è abbrustolato. Parliamo dei libri vincitori,
dunque e di
Veri inoltre i protagonisti del romanzo, o meglio dire, le persone, perché come ricorda Alberto, l'eroe del libro, a un suo allievo durante un viaggio in treno, (Alberto è sceneggiatore come l'autore), -non chiamarli protagonisti, sono persone!- L'autore è insomma uno di quegli scrittori che amano i propri personaggi, maschili e femminili. Perchè come tanti sanno, ci sono anche autori che non amano le proprie creature. Insomma, Una questione di Cuore è una bella lettura che non angoscia, perché lo scrittore ha saputo narrare una vicenda tragica con distacco e delicatezza, senza tonfi e urli. Un'altro aspetto, il tema del libro (la malattia) e le vicende dei personaggi (il mestiere di sceneggiatore, i rapporti con le donne, Roma) ci hanno ricordato per certi versi 'Il male Oscuro' di Berto, a cui è intitolato il premio letterario in questione e questo è un complimento. Per concludere, l'unica cosa che ci ha lasciato un po' perplessi, è la copertina...bella ma con il libro non ci sembra che centri molto, anche perchè questo è uno di quei libri che per essere letti, non hanno bisogno di copertina. (recensione di Federico De Nardi)
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