TREVISO: PARISE AL BOMBEN
Quando la fantasia ballava il «boogie» Goffredo
Parise (Adelphi 2005) Martedì 28 giugno alle ore 21.00, in collaborazione
con la casa editrice Adelphi, nel giardino della Fondazione Benetton
Iniziative Culturali di Palazzo Bomben, verrà presentato il libro di
Goffredo Parise Quando la fantasia ballava il «boogie», una raccolta
di articoli e riflessioni apparsi su quotidiani e riviste fra il 1957
e il 1988
a cura di Abcveneto
All’incontro
saranno presenti Silvio Perrella, curatore del libro e Gian Mario Villalta,
coordinatore dell’incontro. Non una semplice presentazione ma un viaggio
nello straordinario testamento culturale di Parise accompagnato dalla
voce di Sandro Lombardi, tra i maggiori attori del nostro teatro. Della
sua carriera artistica ricordiamo il sodalizio umano e registico con
Federico Tiezzi nella Roma ipervitale degli anni Settanta. Quindi gli
incontri con Barba, Grotowskj, Fassbinder, Bob Wilson, Hannba Schygulla,
Pina Baush e Laurie Anderson, Peter Stein e Ronconi. Difficile imbattersi
in una biografia che abbia incrociato tante esperienze giuste al momento
giusto. Un vorticare appassionato di collaborazioni e di amicizie, una
continua ricerca che non dimentica il passato. Un desiderio di rinnovare
anche a costo di non essere capiti. Come quando accadde di scoprire
Testori, il grande eretico del teatro italiano. Riceve quattro volte
il Premio Ubu, per la migliore interpretazione maschile dell'anno, tra
1988 e 2002. Si distingue per un personalissimo modo di recitare poesia
e narrativa: da Pascoli a Leopardi, da Dante a Petrarca, da Campana
a Palazzeschi, da Pasolini a Tessa, da Gadda a Parise, da Tolstoj a
Mann. Tra i capitoli che Lombardi ha scelto di proporre al pubblico,
alcuni di quelli che non potevano mancare: i ritratti di Comisso e Gadda,
padri spirituali di Parise e altri che ne rivelano l’instancabile curiosità.
Parise non scrive da critico ma quasi da pittore restituendo fisionomie
e sensibilità visivamente, una ricostruzione tattile ed olfattiva, biologica
e psichica:« un animale lustro, caldo e potente, una verdura grassa»
scrive di Comisso e anche per Montale sente necessaria la metafora «una
creatura marina, frutto di mare, ostrica o mollusco [...] all’interno
di un involucro di carne delicatissima, infantile». Addita nel colpo
d’occhio la chiave del suo sistema interpretativo, con sguardo fulmineo
e totale restituisce l’anima e l’essenza di quell’epoca irripetibile
che dal dopoguerra avanza per un ventennio piena di libertà, una carica
di energia vitale necessaria anche dopo il silenzio imposto dal nazifascimo.
Nel discorso tenuto all’Università di Padova, in occasione del conferimento
della Laurea ad honorem scrive:« Mi pareva che la fantasia, cioè il
subconscio, dovesse prevalere sul conscio, cioè sullo storico [...]
che la sensazione soggettiva dovesse prevalere sullo storico in modo
quasi gestuale smembrato come il boogie». Fu il momento dell’azione
e quel “boogie” divenne l’inno mondiale dell’azione dei corpi nella
loro massima espressione di libertà pratica, immaginativa e spirituale.
Parise nel libro passa con disinvoltura soggetti e temi diversi, motivato
solo dalla suo istinto e dalle passioni che lo portano a frequenti incursioni
nel mondo dell’arte, della pittura e del cinema. . Scrive Perrella nella
postfazione del libro:« In vita Goffredo Parise non pubblicò nessun
libro di saggismo letterario. Ho provato a fare apparire nella sua bibliografia
questo libro […], immaginandolo come quella casa che lo scrittore evoca
in una lettera a Neri Pozza, suo primo editore: una casa «con qualche
rumore di gocce di piaggia, qualche difetto legato alle intemperie»
e una carenza d’ombrelli; una casa dove però «si potesse respirare il
senso del tempo, sia atmosferico sia psichico».
a cura di Abcveneto