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| Direttore Federico De Nardi | martedì 1 luglio 2008 | ||
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Federico De Nardi s Da parecchi mesi (anni?), i mass media c'informano del calo generalizzato dei consumi. Tutti sono preoccupati, io no: secondo me i consumi sono calati per un semplice motivo fisiologico, perché abbiamo già tutto, non perché non ci sono più soldi (visto che si può comprare tutto facendo debiti, vuol dire che i soldi non hanno più valore). Ragioniamo,: se mi comprassi (e anche voi) tutte le scarpe, i vestiti, le auto, le offerte speciali tipo 'compra tre paghi due' o oggetti vari, dai detersivi alle zuppe pronte che il mercato pensa che io desideri, sarei già morto sotto una frana di questi oggetti, nuovissimi, mai indossati, mai usati. Che me ne faccio di mille paia di scarpe quando posso portarne un paio alla volta? O di tremila automobili? L'unica 'cosa' di cui non ne abbiamo mai abbastanza, non sono i beni di consumo, bensì le idee, lo spirito, il sacro, le emozioni. È questo l'errore fondamentale di questo tipo di economia, trasformare sé stessa in una religione degli oggetti. E cos'è la religione? Sete d'Infinito, sete di Dio, non certo di vestiti o di schermi piatti, quelli tutti possono comprarseli, basta pagare le rate o fotografarsi nudi in bagno e vendere le foto. La legge è uguale per tutti i cittadini italiani: questo scrivono nei tribunali. Adesso toglieranno la scritta? Forse in realtà la legge non è mai stata uguale per tutti, ma non serve certo che chi deve dare l'esempio, dimostrandosi più cittadino degli altri, si tiri fuori per primo. Federico De Nardi |
V anno, 2008
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